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PROIECT: "MOLDOVENI IN ITALIA".

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Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/guida_moldavi

PROGETTO: "MOLDAVI IN ITALIA".

PROGETTO: "MOLDAVI IN ITALIA".
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/ghid_2_pentru_migrantii_moldoveni_italia

MOLDOVENI IN ITALIA. III editie.

MOLDOVENI IN ITALIA.  III editie.
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/guida_2014_assomoldave

OSPITI DI LABOR TV

giovedì 9 luglio 2009

MOLDOVA CI ASPETTA!!!
Eugen Rusu – procuratore capo - Moldavia .
”…Per quanto mi riguarda sono stato il primo della Procura Generale a combattere il traffico. Nella tratta per la prostituzione, come per i bambini che sono coinvolti in piccoli gruppi di 2-3 persone, a volte parenti…Mamme che hanno lasciato due, tre, cinque figli e partite per 5/7 anni. Ma possiamo condannare una persona per essere andata a lavorare in nero come badante? O le ragazze che sono state sfruttate sessualmente?…”
Mi riceve con gentilezza e puntualità il procuratore capo della Moldavia.Le “Sue” riflessioni dimostrano che anche questa nazione ha preso coscienza della gravità della situazione e la sta affrontando. Il problema è la Transistria, il buco nero dell’Europa, confinante con la Moldavia, di questo parleremo più avanti.Eugen Rusu – procuratore capo - Moldavia :” Per quanto mi riguarda sono stato il primo della Procura Generale a combattere il traffico. Nella tratta per la prostituzione, come per i bambini che sono coinvolti in piccoli gruppi di 2-3 persone, a volte parenti. Dal 2001 al Ministero dell’interno è stata creata una direzione speciale per questo problema della lotta alla tratta con il contributo delle organizzazioni non governative. Annualmente sono fino a 400 i processi penali legati al traffico di esseri umani. I bambini, sono circa l’8% del totale. Prima erano finte agenzie turistiche o privati che si occupavano di questi traffici ora è diverso. L’applicazione della Convenzione di Palermo da parte degli stati membri è troppo lenta. Siamo indietro rispetto al mondo criminale. La punizione di 200-300 persone? I nostri cittadini non partiranno lasciando i figli soli e senza protezione, se avranno qui il lavoro. I criminali non sono diventati più intelligenti, ma più furbi, più cattivi. L’intelligenza non esiste, quando si parla di criminali. Abbiamo Moldavi condannati per la tratta, ma non è altrettanto per gli sfruttatori dei nostri cittadini in Italia, Israele, Turchia. Questa è la parte debole. Una persona non viene retribuita adeguatamente? E’ un crimine da condannare a livello internazionale. Ho avuto molti casi. Mamme che hanno lasciato due, tre, cinque figli e partite per 5/7 anni. Ma possiamo condannare una persona per essere andata a lavorare in nero come badante? O le ragazze che sono state sfruttate sessualmente? Sono tutte vittime. Tutte persone costrette.” Vittime, persone costrette. Ed aggiungiamo vittime piegate, anche perché, ha ragione il Procuratore criminale oltre il trafficante è chi abusa, le usa. Dobbiamo spezzare questa realtà violenta, dobbiamo spezzare chi usa violenza fisica su donne e bambini .

Nina Costiuc – sindaco di Budesti - Moldavia .
“…La vita è breve. Tornate dai vostri genitori… Vi amiamo. Vi aspettiamo. “
I valori della civiltà, della famiglia, del rispetto delle persone devono tornare il centro del nostro convivere come dice il sindaco Nina Costiuc di un piccolo villaggio della Moldavia.- Nina Costiuc – sindaco di Budesti - Moldavia : ” Ci sono persone partite illegalmente che hanno contato sulla fortuna che non è stata dalla loro parte. Cadere nella tratta è condannarsi a vivere schiavi. Quando i bambini rimangono soli non si perde solo il legame fra figli e genitori, ma fra le generazioni. I giovani partono. Vivono una libertà artificiale che gli fa perdere la testa. Alle care mie concittadine dico: siete le più belle. Credo in quello che dico. Abbiate cura di voi. La bellezza è breve! La vita è breve. Tornate dai vostri genitori. Tornate a casa. Niente è più dolce del proprio paese e del pane di casa. Tornare è nelle vostre mani: così la vita e l’onore. Vi amiamo. Vi aspettiamo. ” Una denuncia da cui emerge il ruolo, coraggio di chi crea organizzazioni non governative prevenendo, informando aiutando chi è minacciato o vittima della tratta.
Chi ha sofferto difficilmente parla.
Non vuole ricordare, ha paura. E chi non avrebbe paura?Anonimo : “ Qui da noi spesso ad attenderti hai incontrato trappole pensate degli ingegneri delle finanze criminali. Spacciatori all’ingrosso. Mercanti del sesso. Trafficanti di morte anche in nome di una religione che ha perso Dio e vive di terrore. ”Questi non sono pensieri nascosti, novità, tutti sanno tutto, ma è difficile dirlo o meglio dirselo come qui in Moldavia in questo villaggio di anziani anonimi in un deserto di case dove come in un film dell’orrore sono rimasti, ultimi abitanti, bambini soli. Indifesi.Ni. Za. – abitante di Iargara - Moldavia :” Marito: La maggior parte delle persone giovani sono partite. Sono rimasti anziani. Bambini soli. Abbiamo pensioni misere. Non esiste un paese dove sia un disastro cosi. È una catastrofe. Non c’è casa dove non sia emigrato qualcuno. ”I volti sono coperti perché solo quando garantiamo l’anonimato: parlano. Ripetono tutti la stessa frase: “siamo rimasti anziani e bambini abbandonati. Z. D. :abitante di Iargara – Moldavia :” Partono tutti. Ho un figlio a Mosca. La figlia a Cipro. “

Mamme che hanno lasciato due, tre, cinque figli e partite per 5/7 anni.
Ma possiamo condannare una persona per essere andata a lavorare in nero come badante? O le ragazze che sono state sfruttate sessualmente? Sono tutte vittime. Tutte persone costrette.”
S. V. – abitante di Iargara - Moldavia: “Il Signore mi aiuta a mantenermi ancora qui, ma non so cosa sarà domani.”L. Bej. – abitante di Iargara – Moldavia : “I prezzi sono cresciuti. Non possiamo comprare un pezzo di salame, un pesce. Tutta la pensione se ne va per la luce e poche cose. Guardate le case. ” A.L. abitante di largara – Moldavia: “Qui non c’è niente. Ho una pensione di 20 euro e un figlio che non può camminare. Puoi solo morire di fame. Ho coltivato delle patate e la talpa le ha portate via. L’anno scorso per la siccità il granturco si è seccato.”
Non guardo le case, loro. Vorrei tornare subito in Italia o in qualunque parte del mondo dove sono nato, cresciuto e mettermi sotto una doccia calda. Scordare tutto! La nostra polizia cacci via tutti gli immigrati. I loro problemi? Basta. Ho i miei. Mi vergogno, ma l’ho pensato come tanti. Sapere si accetta, ma prendere coscienza di un problema è altro.
Vale anche per gli schiavi di oggi, vale per l’incubo di padri e madri di una realtà che diventa una frase ripetuta all’infinito: “Qui non c’è lavoro, il granturco si è seccato”.
Invochiamo il diritto delle persone alla libertà, affermiamo che dobbiamo spezzare gli spaghi della disperazione, che le ombre tornino persone tra persone, ma tutto questo non è emigrazione, è transumanza di bestiame. Bambini, anziani abbandonati nel cuore dell’Europa, affamati, senza di che scaldarsi, tutte persone come me e te. I problemi vanno risolti. La coperta è ormai unica. Il tempo è scaduto; e sotto questa coperta o ci staremo tutti o non ci sarà più per nessuno.