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PROIECT: "MOLDOVENI IN ITALIA".

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Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/guida_moldavi

PROGETTO: "MOLDAVI IN ITALIA".

PROGETTO: "MOLDAVI IN ITALIA".
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/ghid_2_pentru_migrantii_moldoveni_italia

MOLDOVENI IN ITALIA. III editie.

MOLDOVENI IN ITALIA.  III editie.
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/guida_2014_assomoldave

OSPITI DI LABOR TV

mercoledì 26 agosto 2009

Sul sito del Ministero dell'Interno il facsimile del Modulo telematico EMIl Ministero dell'Interno ha pubblicato il facsimile del Modello EM per la sanatoria degli irregolari, con le sue 11 schermate e i dati richiesti per la compilazione.
Ricordiamo che la sanatoria interessa, oltre agli extracomunitari clandestini impiegati nell'assistenza e nella cura della famiglia, anche i lavoratori domestici occupati in nero, di nazionalità italiana, comunitaria ed extraUe che soggiornano in Italia in modo regolare.
Fonte: Il Sole 24 Ore

giovedì 13 agosto 2009

Le badanti dell'Est: «Chiuse in casa per paura»

Caterina ZaniratoBasta fare una passeggiata a parco Ducale per capire quali sono le badanti in regola e quelle senza documenti.
Tutte sono sedute sulle panchine, a godersi il fresco dell’ombra. Ma appena ci si avvicina a loro, per fare qualche domanda, quelle non ancora regolarizzate inforcano la bicicletta e vanno via senza parlare. Quelle che invece, dopo anni di lavoro, sono riuscite a ottenere un contratto, e quindi il permesso di soggiorno, restano a parlare volentieri della loro condizione. «La nuova legge è giusta per alcuni aspetti, sbagliata per altri - spiega Svina Pereteatco, moldava, portavoce dell’intero gruppetto -. E’ giusto chiedere che facciano a tutte un contratto vero, che preveda orari di lavoro, ferie e retribuzione. Ma sono gli italiani che ci assumono a non volerlo fare. Spesso siamo noi a chiedere di pagare la documentazione, a patto di venire regolarizzate: preferiamo dare i nostri soldi allo Stato piuttosto che agli “sfruttatori”. Tante di noi, quando sono arrivate, non sapevano cosa aspettarsi e hanno lavorato in nero. E’ pesante, i documenti sono essenziali: solo così possiamo tornare a casa a vedere la nostra famiglia, i nostri figli. Solo così possiamo uscire di casa, senza aver paura di essere fermate. Le irregolari non hanno paura solo dei controlli delle forze dell’ordine, ma anche delle aggressioni: se succede qualcosa, loro non hanno un’identità».Per il gruppo di badanti moldave è invece negativo il fatto di considerare la clandestinità come un reato: «La maggior parte non è in regola anche a Parma - spiegano -. Tra loro, ci sono persone che lavorano in Italia da 5 anni. Sanno bene la lingua e assistono con cura agli anziani. Ora hanno paura a uscire di casa, vivono nell’ansia tutti i giorni: se vengono beccate, vengono portate in galera. E tutto perché il loro datore di lavoro non le vuole mettere in regola». Ma i problemi potrebbero sorgere anche per loro, le «fortunate»: «Se l’anziano per cui lavoriamo muore, dovremo iniziare tutto da capo, senza garanzie. E di fretta, con il rischio di tornare clandestine». Senza contare che il loro desiderio è quello di tornare a casa: «Se dovesse migliorare la situazione economica, vorremmo tornare in Moldavia - raccontano -. Per questo servono i documenti: tornando almeno una volta all’anno a casa, possiamo mantenere i contatti con la vita della nostra città». La cosa migliore sarebbe quella di creare una sorta di centro per l’impiego: «Serve una struttura a cui rivolgersi per chiedere un lavoro, a cui lasciare le nostre esperienze, per essere selezionate e messe in regola. Ci dovrebbe rappresentare qualche associazione - spiegano -. Molte di noi sono laureate in medicina: i nostri titoli di studio dovrebbero essere considerati. Così come servirebbe un posto dove poterci trovare d’inverno: con il freddo siamo costrette a rimanere in casa tutto il giorno, ma anche per noi è importante staccare. Tutti i lavoratori hanno diritto a ferie e ore di riposo». Molto più pessimista, invece, è un’ucraina che non vuole rivelare il nome: «Non serve a niente. Tanto lo trovano comunque il modo di venire in Italia. Sarebbe bello mettere tutti in regola, ma non succederà mai».
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/10/25342/Le_badanti_dellEst:_«Chiuse_in_casa_per_paura».html

martedì 11 agosto 2009

Datori di lavoro dovranno pagare dal 24 agosto il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore tramite il modello F24 .

ROMA, 10 agosto 2009
- Un mese per presentare la domanda (dall'1 al 30 settembre), un contributo forfetario di 500 euro, un rapporto di lavoro in atto dal 1 aprile di quest'anno come requisito d'accesso, certificato dallo stesso datore di lavoro cui spetta la presentazione della domanda: sono confermati nella circolare congiunta dei ministeri dell'Interno e del Welfare i requisiti per la regolarizzazione di colf e badanti. Nel documento, inviato ai prefetti e all'Agenzia delle Entrate, sono elencate le disposizioni sugli adempimenti da compiere per l'emersione di un lavoratore extracomunitario, che precisano l'indicazione contenuta nel decreto legge anticrisi.
Ma cosa succede a chi viene 'sorpreso' dalle forze di polizia senza permesso fino al 1 settembre, giorno in cui sara' possibile iniziare a presentare le domande? ''Dall'entrata in vigore della legge e fino al 30 settembre - risponde il capo del Dipartimento delle liberta' civili e immigrazione del Viminale, prefetto Mario Morcone - sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi.
Quindi chi si trova ad avere un rapporto di lavoro domestico o di badante puo' liberamente uscire, spiegando che il suo datore di lavoro presentera' la domanda in tempo utile''. REGOLARIZZAZIONE, LE SPIEGAZIONI DEL MINISTERO DELL’INTERNO Come spiega il Viminale, si tratta di un procedimento esclusivamente on line che sarà attivo sul sito del Ministero dell’Interno dal 1° al 30 settembre prossimo, attraverso il quale la posizione dei cittadini extracomunitari privi di titolo di soggiorno, impiegati presso le famiglie come lavoratori domestici di sostegno al bisogno familiare (colf) o come assistenti di persone affette da patologie o handicap (badanti), potrà essere regolarizzata.
A partire dal 24 agosto - sottolineano dal Ministero dell’interno - i datori di lavoro dovranno pagare il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore tramite il modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari o postali, oppure on line già dai prossimi giorni su www.interno.it o sui siti dell’Agenzia dell’entrate, del ministero del Lavoro e dell’Inps. È necessario, inoltre, acquistare una marca da bollo di 14,62 euro, il cui codice a barre telematico verrà richiesto durante la compilazione della domanda. Requisiti per l’emersione Lavoro di sostegno al bisogno familiare – Colf Possono presentare la domanda i datori di lavoro in possesso di un reddito annuo, per il 2008, non inferiore a 20 mila euro (se famiglia monoreddito).
Il reddito del nucleo familiare, invece, non potrà essere inferiore a 25 mila euro se i soggetti conviventi che percepiscono reddito sono più di uno.Si può presentare una sola domanda per ciascun nucleo familiare.Assistenza a persone affette da patologie o handicap - BadantiPossono presentare la domanda i soggetti in grado di dimostrare la limitazione dell’autosufficienza - propria o della persona per cui si richiede l’assistenza - al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro, tramite la documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
Per i cittadini in precedenza riconosciuti invalidi, invece, sarà sufficiente presentare la documentazione di invalidità civile. Si possono presentare massimo due domande per nucleo familiare. Nel caso in cui si presentino due domande per assistere la stessa persona, la certificazione medica dovrà attestarne la necessità.Ciascun nucleo familiare può, quindi, chiedere la regolarizzazione di massimo tre lavoratori (1 colf e 2 badanti).
Presentazione della domanda on lineIl datore di lavoro potrà presentare la domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso il sito internet del Ministero dell’Interno - www.interno.it. Dal sito, infatti, sarà possibile scaricare il programma per l’accesso al modulo che dovrà essere compilato ed inviato entro il 30 settembre 2009. È possibile, eventualmente, compilare la domanda, salvarla ed inviarla successivamente, ma sempre entro la data stabilita. Nella sezione dedicata saranno disponibili, inoltre, il manuale d’uso ed un servizio di help desk per supportare l’utente nella compilazione. Inoltrato il modulo, il sistema informatico invierà una e-mail di conferma all’indirizzo di posta elettronica dell’utente che ha effettuato la richiesta. La data effettiva della dichiarazione sarà quella indicata nella e-mail.
La ricevuta sarà disponibile all’interno del sito nell’area “elenco domande inviate” e potrà essere stampata successivamente alla ricezione della e-mail di conferma. È importante che il datore di lavoro consegni una copia della ricevuta al lavoratore per attestare l’avvenuta presentazione della domanda di emersione.Il supporto dei comuniI datori di lavoro potranno richiedere assistenza ai Comuni per la compilazione e la spedizione delle dichiarazioni di emersione in via informatica.
I comuni, quindi, potranno scaricare i moduli, acquisire notizie sullo stato delle pratiche relative alle procedure di emersione ed informare i cittadini ai quali abbiano assicurato l’assistenza.Cosa succede dopoDal 1° ottobre 2009 lo Sportello Unico per l’Immigrazione riceverà le domande. Acquisito il parere della Questura su eventuali motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, il datore di lavoro ed il lavoratore saranno convocati per: la verifica delle dichiarazioni rese per via informatica nella domanda di emersione; l’acquisizione delle documentazioni reddituali o sanitarie necessarie; la verifica dell’avvenuto versamento del contributo di 500,00 euro; la verifica del codice identificativo dell’imposta di bollo (codice a barre telematico). Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno attraverso la sottoscrizione dell’apposito modello da parte del datore di lavoro e del lavoratore. Al lavoratore verrà consegnato il modello 209 da presentare, per la richiesta del permesso di soggiorno, con le consuete modalità, all’Ufficio Postale.
Presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione saranno, inoltre, presenti operatori INPS per consentire al datore di lavoro di effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione direttamente sul posto.
La brochure che spiega le procedure ai cittadiniIl Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell'Interno e il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali hanno realizzato una brochure, una sorta di 'come fare per' dedicato ai cittadini, che spiega in modo chiaro, completo, efficace e sintetico in cosa consiste la procedura per l'emersione del lavoro irregolare di colf e badanti cittadini extracomunitari, fornisce tutte le informazioni che occorre conoscere, indica il ruolo e le competenze degli Sportelli unici per l'immigrazione.

ATTENZIONE: Per quanto riguarda l’emersione del lavoro nero di colf e badanti di nazionalità italiana o comunitaria, è l'Inps l'ente pubblico competente. La procedura relativa sarà attiva sul sito www.inps.it. Entro breve tempo sarà pubblicata anche una circolare dell'Inps.
Stefano Camilloni

giovedì 6 agosto 2009

Interni

PACCHETTO SICUREZZA .

Per colf e badanti strada in salita .
Con un occhio alla sanatoria ed uno a quelle indispensa­bili braccia straniere nelle nostre abitazioni, è iniziato il con­to alla rovescia per la regolarizza­zione, dal primo settembre, di colf e badanti. Ma a meno di un mese dall’apertura degli sportelli, la stra­da è tutta in salita, soprattutto per le collaboratrici familiari. Tremano però anche i datori di lavoro do­mestico, tra mille cavilli burocrati­ci e la voglia, tutta italiana, di trovare una scorciatoia più economica per tenerle in casa nella legalità. Il decreto anticrisi tenta di dare u­na risposta al volto buono dell’im­migrazione prevedendo, per l’inte­ro mese di settembre, la possibilità di mettere in regola colf e badanti pagando 500 euro. «Non ci sarà nes­sun limite di quota per la procedu­ra di emersione del lavoro nero del­le badanti – tranquillizza intanto dai microfoni di Radio Anch’io Ma­rio Morcone, capo del dipartimen­to immigrazione del Viminale – co­sì non si avrà l’angoscia del clik day». Inoltre il reato di clandestinità che entrerà in vigore sabato, conti­nua, non riguarderà le badanti, per questo «non rischiano nulla né la­voratore né datore di lavoro se pre­senterà la domanda a settembre».Al di là della positività dell’iniziati­va, riconosciuta da più parti, però, l’ingranaggio rischia di incepparsi proprio sull’applicazione pratica della legge. I dubbi e le incertezze sono sia delle 300mila donne irre­golari in Italia, sia delle 400mila fami­glie per cui lavora­no. Il problema principale in realtà sono le colf che la­vorano in più case; per loro un unico datore di lavoro do­vrebbe garantire per il monte ore minimo settimanale ( 20 ore) fa­cendo la domanda di emersione. «Le famiglie preferiscono licenzia­re invece che mettere in regola – spiega Tatiana Nogailic, presidente dell’associazione donne moldave in Italia – anche se sono state per anni fidate e irreprensibili. E ma­gari prendere collaboratrici comu­nitarie, soprattutto romene, che non hanno bisogno di permesso di soggiorno». Insomma conviene poco regolariz­zare una colf, anzi quello che acca­drà, almeno secondo le Acli, è un cambiamento radicale del mercato del lavoro domestico. «Le collabo­ratrici tenderanno ad essere anco­ra più ricattabili sotto il profilo e­conomico – spiega Pino Gulia, re­sponsabile immigrazione del Pa­tronato dell’associazione – e saran­no sfruttate, privilegiando certa­mente quelle nazionalità che han­no maggiori possibilità di stare sul territorio italiano». Una guerra tra poveri, insomma. Anche perché re­golarizzare, continua, significa pa­gare non solo l’una tantum a set­tembre, ma in maniera costante in futuro. Meno problematica invece la si­tuazione della badanti. Per loro, in­fatti, essendo un aiuto indispensa­bile per la popolazione che invec­chia, il processo di regolarizzazio­ne sarà più agevole anche se, pro­babilmente, all’interno di una 'so­luzione all’italiana'. Per diminuire il costo a carico delle famiglie già nella morsa della crisi, infatti, la ten­denza sarà quella di assumere la ba­dante con un orario settimanale in­feriore a quello effettivo. Succederà così a Dora, una cinquantenne moldava, da tre anni in Italia irre­golarmente, al servizio di un’anzia­na benestante romana. «Da set­tembre il mio stipendio sarà di 650 euro, trecento in meno – confessa – ma almeno avrò il permesso di soggiorno e non mi mancherà un piatto di pasta ogni giorno». Altro che corsa alla regolarizzazione per paura delle sanzioni penali, quello a cui forse si assisterà, sarà la corsa al ribasso. La volontà di mettere in regola c’è, assicura Domina, l’Associazione nazionale datori di lavoro domesti­co, soprattutto per le badanti. «La sanatoria è importante – precisa il segretario Lorenzo Gasparrini – e si vuole certo essere nella legalità, per­ché a far paura sono i provvedi­menti penali previsti». I dubbi dei nostri iscritti, continua, sono sulla trafila burocratica; sulla tempistica delle fasi; sulle conseguenze per gli errori nella procedure di emersio­ne – «tre anni di reclusione e la con­fisca della casa è troppo» dice – ; su che fine faranno i 500 euro versati qualora la Questura desse esito ne­gativo dopo la verifica dei dati del­l’immigrato. «Speriamo che la cir­colare in materia che uscirà – con­clude – dia regole precise». Cerca di far chiarezza infine il vademecum stilato dall’Ordine dei consulenti del lavoro che spiega i requisiti ne­cessari, le procedure e problemi an­cora irrisolti. Una sorta di bussola nella tortuosa strada della regola­rità.
Alessia Guerrieri

martedì 4 agosto 2009

BADANTI.
CON LA NUOVA LEGGE MOLTE COSE SONO CAMBIATE.
Fra meno di un mese apriranno gli sportelli per contrattualizzare le circa 300mila donne irregolari presenti nelle nostre famiglie. Un percorso obbligato e irto di ostacoli.
Cosa fare?
E con quali garanzie e vantaggi per famiglie e collaboratori domestici?
Sarà presente in studio il prefetto Mario Morcone Capo Dipartimento immigrazione e libertà civili del Viminale.
Gentili ascoltatori, vi ricordiamo di contenere i vostri messaggi entro le 5 righe, di indicare sempre il vostro NOME e la vostra CITTA' di residenza.
Grazie per la cortese collaborazione.
05/08/2009

Focus Regolarizzazione 2009.

Regolarizzazione colf e badanti: tredici risposte per chiarire l’iniziativa del Governo.
Il Senato ha definitivamente approvato il ddl di conversione del decreto anti crisi che prevede la regolarizzazione di colf e badanti.
Domande on line dal 1 al 31 settembre.
1. Si parla ora di sanatoria, ora di regolarizzazione, ora di emersione.
Qual è la terminologia corretta?
Il Governo ha utilizzato il termine “emersione” ma nella sostanza si tratta di una regolarizzazione e perciò nel rispondere alle domande si usano indifferentemente i due termini.
2. Chi potrà presentare la domanda di emersione?Il datore di lavoro italiano comunitario o extracomunitario. In quest’ultimo caso il datore di lavoro dovrà essere titolare di permesso di soggiorno CE. La proposta del Governo non prevede analoga facoltà in favore del familiare del cittadino europeo o del cittadino italiano titolare della carta di soggiorno, ma sicuramente, come chiarirà il Ministero, sarà ricompreso.
3. Per quali tipologie di lavoro è ammessa la regolarizzazione?Il datore di lavoro può regolarizzare solo stranieri impiegati in attività di assistenza per se stesso o componenti della propria famiglia (anche se non conviventi), affetti da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza (in questo caso è possibile regolarizzare fino a due lavoratori), oppure occupati nel lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare (un solo lavoratore) ma in questo caso la domanda non può essere presentata da un familiare non convivente. Ad esempio il figlio può presentare domanda di regolarizzazione per la badante della madre che non convive con lui ma, nelle stesse condizioni, non può presentare domanda di regolarizzazione della colf in servizio presso la madre.
4. Il rapporto di lavoro che viene regolarizzato da quanto tempo deve essere in corso?Il rapporto di lavoro deve essere in corso alla data del 30 giugno 2009, deve essere iniziato almeno dal 1 aprile 2009 e deve essere ancora in corso alla data di presentazione della domanda.
5. Quando è possibile presentare la domanda di regolarizzazione e presso quale ufficio?La domande devono essere presentate nell’arco di tempo compreso tra il 1 ed il 30 settembre 2009. Se l’emersione riguarda lavoratori italiani o comunitari la domanda deve essere presentata all’INPS; se riguarda lavoratori extracomunitari deve essere inoltrata con procedura informatica allo sportello unico dell’immigrazione tramite il sito del Ministero dell’interno.
6. Il contributo di € 500 deve essere pagato dal lavoratore?No, il contributo è a carico del datore di lavoro e deve essere corrisposto per ciascun lavoratore regolarizzato.
7. Il datore di lavoro deve possedere un reddito minimo per chiedere la regolarizzazione?Sì, ma solo nel caso in cui si regolarizzano lavoratori extracomunitari adibiti al lavoro domestico. Il datore di lavoro deve attestare un reddito imponibile, risultante dalla dichiarazione dei redditi, non inferiore a 20.000, euro annui in caso di famiglia composta da un solo soggetto percettore di reddito ovvero di un reddito complessivo non inferiore a 25.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi percettori di reddito.Nel caso di richiesta di emersione in favore di lavoratori italiani o comunitari, oppure di lavoratori extracomunitari adibiti alla cura della persona (badanti) non è prevista alcuna dimostrazione di un reddito minimo.
8. Come dimostrare la necessità di regolarizzare una o due badanti?Lo Sportello unico dell’immigrazione convocherà il datore di lavoro per la consegna dei documenti. In quella circostanza si dovrà produrre, a pena di inammissibilità della dichiarazione di emersione, una certificazione della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale che attesti la limitazione dell'autosufficienza del soggetto per il quale viene richiesta l'assistenza al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro.
9. Chi ha in corso una richiesta di nulla osta presentata entro il 31 maggio 2008 può presentare la domanda di emersione?Sì, ma la domanda di regolarizzazione determina la rinuncia alla richiesta di nulla osta al lavoro.
10. Il datore di lavoro ed il lavoratore rischiano conseguenze penali, civili o amministrative nel presentare domanda di emersione?No, in quanto dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del “decreto anticrisi” e fino alla conclusione del procedimento di emersione sono sospesi i procedimenti penali ed amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore che è attualmente occupato. Durante tale fase lo straniero non può essere espulso, se non per motivi di pericolosità. La sospensione cessa o alla data del 30 settembre 2009 qualora il datore di lavoro non presenti la domanda di regolarizzazione, oppure alla data di archiviazione del procedimento o di rigetto della dichiarazione medesima.
11. Se un lavoratore extracomunitario è stato espulso, ma l’espulsione non è stata eseguita, può essere regolarizzato?Si, purché l’espulsione non sia stata disposta per motivi di sicurezza o pericolosità
12. Se il lavoratore straniero risulta segnalato nella banca dati Schengen, oppure è stato condannato in Italia, può essere regolarizzato?No. Per quanto riguarda le condanne, anche non definitive, sono ostative solo quelle riportate per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale.
13. Quali sanzioni penali sono previste nei casi di false dichiarazioni rese per ottenere la regolarizzazione?Oltre alle sanzioni stabilite dal codice penale nei casi di false attestazioni, se il fatto è commesso attraverso la contraffazione o l'alterazione di documenti, oppure l'utilizzo di uno di tali documenti contraffatti o alterati, si applica la reclusione da uno a sei anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale.
News:
Badanti, da quando e a chi si fa domanda e quanto costa?
di Corrado Giustiniani
ROMA (2 agosto)

- Ecco le risposte alle domande più frequenti sulla
regolarizzazione di colf e badanti:
Da quando si fa domanda e a chi?

Dal primo al 30 settembre tutti i datori di lavoro italiani, comunitari o extracomunitari con carta di soggiorno (il permesso di soggiorno che non ha bisogno di essere rinnovato, concesso a chi è in Italia da molti anni) potranno regolarizzare la colf o la badante che è alle loro dipendenze. La sanatoria può avvenire se il rapporto di lavoro durava da almeno tre mesi a far data dal 30 giugno 2009. Per i lavoratori comunitari la domanda dovrà essere presentata all’Inps. Per tutti gli altri dovrà essere trasmessa in via informatica, allo Sportello unico per l’immigrazione.

Quanto costa la sanatoria? E quanta paga il lavoratore?
Al datore di lavoro la regolarizzazione costerà 500 euro per ciascuna colf o badante. Si possono legalizzare una colf e due badanti straniere. Ma possono essere messe in regola anche lavoratrici o lavoratori italiani: in questo caso non c’è limite numerico di persone da sanare. Sulle spalle del lavoratore extracomunitario sarà invece il costo del permesso di soggiorno, circa 70 euro, oltre al contributo che sarà fissato con decreto del ministro dell’Economia, di concerto con l’Interno, tra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro.
Ci vuole un reddito minimo per poter regolarizzare?
Sì, non tutti i datori di lavoro possono mettere in regola una colf. Per poterlo fare bisogna dimostrare almeno 20 mila euro in denuncia dei redditi. Se in famiglia ci sono più persone a lavorare, il reddito minimo del nucleo familiare ai fini della sanatoria è di 25 mila euro. Molti lavoratori autonomi e molti lavoratori dipendenti non sarebbero dunque in grado di mettere in regola la colf (per questi ultimi il reddito medio 2007 era di 19 mila 300 euro). Nessun minimo, invece, per sanare la badante, ma certificazione di autosufficienza, anche parziale, del medico o dell’Asl.
Avevo già fatto domanda nel 2007: posso ripeterla?
Sì, anche per i lavoratori che hanno ricevuto un provvedimento di espulsione può essere fatta domanda di regolarizzazione. Restano esclusi, invece, quegli stranieri accompagnati alla frontiera per motivi di sicurezza, ordine pubblico, terrorismo. Niente sanatoria per gli stranieri condannati per un reato che prevede l’arresto, e questo anche se la sentenza non è definitiva. Vengono sospesi i provvedimenti penali a carico del lavoratore per violazione delle norme di ingresso e soggiorno, e saranno estinti nel caso che la regolarizzazione vada in porto.

Chi mi dirà l'esito? E se avevo già fatto domanda?
Come sapere se la mia domanda è stata accolta?
Se la colf o la badante è extracomunitaria, sarà lo Sportello unico per l’immigrazione a chiamare datore di lavoro e lavoratore per la firma del contratto di soggiorno. Se colf e badanti saranno comunitarie, la procedura Inps dovrebbe essere ancora più veloce. Ma anche chi è ancora in attesa di risposta alla domanda di nulla osta per l’assunzione dall’estero, presentata col decreto flussi per l’anno 2007, potrà chiedere la regolarizzazione: in questo caso la pratica già avviata a dicembre 2007 verrà archiviata.
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=20557&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez

sabato 1 agosto 2009

Pittura, scultura e poesia.
SCHIGNANO —NEL SOLCO della tradizione, ecco uno degli appuntamenti più attesi dell’estate intelvese: il Trofeo «Vicolo Poldo», concorso di pittura, scultura e poesia giunto quest’anno alla 35esima edizione.
La location? Il caratteristico «Vicolo Poldo» - frazione Retegno - a Schignano. «È il Concorso più longevo della provincia – conferma l’assessore comunale alla Cultura, Emanuele Donghi -. Due le sezioni: «Opere in Concorso» e «Opere fuori Concorso».
Le «Opere fuori Concorso» sono quelle di due artisti moldavi di fama internazionale Simion Zamsa (docente all’Università «I. Creanza» di Chisinau) e Tudor Zbarnea (direttore generale del Museo Nazionale di Arte della Repubblica Moldava)». L’inaugurazione è prevista per le 21 del 12 agosto. LE OPERE resteranno esposte sino alle 22 del 13 agosto (seguiranno le premiazioni). Iscrizioni (sino all’8 agosto) presso il Municipio di Schignano. Sempre secondo tradizione, la manifestazione sarà allietata dalle note della Fugheta.