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PROIECT: "MOLDOVENI IN ITALIA".

PROIECT: "MOLDOVENI IN ITALIA".
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/guida_moldavi

PROGETTO: "MOLDAVI IN ITALIA".

PROGETTO: "MOLDAVI IN ITALIA".
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/ghid_2_pentru_migrantii_moldoveni_italia

MOLDOVENI IN ITALIA. III editie.

MOLDOVENI IN ITALIA.  III editie.
Ghid pentru orientarea şi integrarea socială a moldovenilor în Italia. Acest Ghid poate fi descarcat aici:http://issuu.com/tatiananogailic/docs/guida_2014_assomoldave

OSPITI DI LABOR TV

venerdì 3 luglio 2009

NEWS - EVENTI

Concorso fotografico nazionale “Identità e culture di una Italia multietnica”: ancora qualche giorno per partecipare.
Prorogato a domenica prossima, 5 luglio, il termine per inviare le proprio foto e partecipare al concorso.1 luglio 2009Il Concorso fotografico nazionale “Identità e culture di una Italia multietnica” promosso dalla ONLUS Progetto ImmigrazioneOggi sta riscuotendo un enorme successo: più di 300 le foto pervenute e già pubblicate nella Galleria immagini e numerosissime le iscrizioni di questi ultimi giorni. Per dare l’opportunità anche agli utenti ritardatari di candidare le proprie immagini, si è ritenuto opportuno prorogare i termini per la ricezione delle foto fino alle ore 15,00 di domenica 5 luglio.
Di conseguenza l'apertura della successiva fase di votazione pubblica online è rinviata alla giornata di lunedì 6 luglio.
VOTA LUNEDI LE MIE FOTO QUI:
http://www.immigrazioneoggi.it/onlus/fotoconcorso/gallery/main.php?g2_itemId=53
http://www.immigrazioneoggi.it/onlus/fotoconcorso/gallery/main.php?g2_itemId=55
http://www.immigrazioneoggi.it/onlus/fotoconcorso/gallery/main.php?g2_itemId=60



La Questura di Roma apre un ufficio immigrazione all’interno dell’aeroporto di Fiumicino.
Ieri la presentazione: è il primo in Italia all’interno di uno scalo.Parte da Roma la sperimentazione sul controllo e verifica dell'immigrazione direttamente in aeroporto.
È stato presentato ieri infatti l'ufficio immigrazione della Questura di Roma presso l'aeroporto Leonardo da Vinci, il primo in Italia presente all'interno di uno scalo aereo. “Sarà sicuramente il primo di una serie di uffici di controllo - spiega Felice Addonizio, direttore del servizio di Polizia di frontiera e dell'Immigrazione - che riguarderanno non solo le frontiere aeroportuali, ma anche quelle portuali. Si pensi che a Civitavecchia sbarcano giornalmente circa sei mila persone”. La struttura, messa a disposizione da Aeroporti di Roma, è ubicata vicino alla riconsegna bagagli nell'area Arrivi del Terminal B-C ed è composta da una sala d'attesa e quattro uffici da dove il personale della polizia di Stato qualificato per l'immigrazione avrà accesso alle banche dati. “Decine di persone vengono fermate giornalmente in aeroporto, - ha spiegato il Dirigente della Polaria di Fiumicino, Giovanni Sigillino - ma fino ad oggi dovevano essere accompagnati dagli agenti della Polaria, l'autista più gli uomini della scorta, presso l'ufficio di Roma a Tor Cervara che dista 70 chilometri da Fiumicino: un bel risparmio di tempo”.(Red.)
http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/2009/luglio/02_3.html


Defiscalizzare i redditi degli immigrati che inviano rimesse per “sostenere” le economie dei Paesi in via di sviluppo.
Una proposta della Fondazione “Farefuturo”, presieduta da Gianfranco Fini, per incrementare gli scarsi sforzi italiani in materia di cooperazione allo sviluppo in vista del G8.29 giugno 2009La cooperazione allo sviluppo, oltre che un concreto e doveroso strumento di aiuto tra i popoli, rappresenta anche un mezzo per “fare politica internazionale”, stringere alleanze, arginare le ondate migratorie, prevenire fenomeni come il fondamentalismo e l’integralismo.L’Italia sembra che, da tempo, abbia rinunciato sia alla solidarietà che a questi strumenti: è questa l’analisi impietosa tracciata dalla Fondazione “Farefuturo”, presieduta dal presidente della Camera Gianfranco Fini, nella ricerca “Fare Italia nel mondo”.Lo studio, anticipato nell’edizione domenicale del Corriere della Sera, è “una disamina articolata del nostro ruolo nel pianeta (dagli investimenti delle nostre aziende all'estero alle missioni militari)”. Uno dei capitoli riguarda il settore cooperazione, “tema di grande attualità a una settimana dello svolgimento del G8”.La critica mossa all’Italia è quella di disinteressarsi alle aree politicamente emergenti per i suoi interessi strategici, in particolare “l’Africa subsahariana, per la quale andrebbe sviluppata una più incisiva politica in virtù dei tassi di sviluppo crescenti e dove si giocano importanti partite strategiche a livello mondiale che ci vedono pressoché assenti”. La prossima settimana i leader del G8 riuniti a L’Aquila torneranno a parlare della necessità di incrementare gli aiuti. Un obiettivo questo, espresso sia nei “Millennium Development Goals” delle Nazioni Unite – che chiedono ai Paesi industrializzati di destinare lo 0,7% del Pil alle aree in via di sviluppo -, sia nelle indicazioni della Banca Mondiale, che per fronteggiare l’attuale crisi ha chiesto alla fine dello scorso anno di destinare lo 0,7% dei pacchetti anticrisi per interventi a sostegno di infrastrutture e welfare nei 43 Paesi in via di sviluppo più esposti alla congiuntura negativa planetaria, in modo da non aggravare la fuga di capitali da economie vulnerabili e già in difficoltà. L'Italia, fa notare “Farefuturo”, già alla fine di settembre 2008 ha tagliato del 56 per cento gli stanziamenti della cooperazione, dimezzandone l'incidenza sul bilancio dello Stato rispetto al 2007 (quando già con lo 0,20 per cento del Pil eravamo all'ultimo posto dell'Europa dei quindici insieme alla Grecia). Nell'anno della presidenza italiana del G8, si stima quindi che l'Aps (aiuto pubblico allo sviluppo) potrebbe raggiungere al massimo 1,7 miliardi circa di euro, pari allo 0,11-0,12 per cento del Pil. Lo studio della Fondazione “Farefuturo”, oltre a considerare la cooperazione ufficiale allo sviluppo, prende in considerazione anche quella particolare forma di aiuto – non ancora ufficialmente trattata dagli economisti ortodossi – delle rimesse che i cittadini emigrati inviano nei loro paesi.Si tratta di fondi ingenti che per lo più sfuggono ai normali canali dello sviluppo perché vanno ad incidere più sulle abitudini di consumo che sugli investimenti dei Paesi. Si tratta però di fondi vitali, sopratutto in alcuni contesti: Ucraina, Filippine e Albania solo per citare il caso italiano.“Farefuturo”, a questo proposito, lancia una proposta: “studiare la defiscalizzazione dei redditi dei cittadini stranieri che serviranno a finanziare, in collaborazione con la nostra cooperazione, progetti bilaterali di microcredito legati all'imprenditoria”. “Questi flussi - ha spiegato al Corriere della Sera Paolo Quercia, curatore della ricerca, - vanno incentivati, sostenuti e inseriti in cofinanziamento all'interno dei fondi della cooperazione bilaterale con i Paesi d'origine degli immigrati”. Una proposta non originale, già formulata dalle maggiori organizzazioni cattoliche, ma che conferma sempre più il ruolo delle migrazioni quale agente di sviluppo dei Paesi di provenienza.(Al. Col.)»
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“Passaporto per l’Italia: la lingua italiana per l’integrazione” domani a Roma il Convegno della Società “Dante Alighieri”.
Palazzo Firenze (Piazza Firenze, 32).
Si svolgerà a Roma (ore 16.30 Palazzo Firenze in piazza Firenze, 32), il convegno della Società “Dante Alighieri” sulla conoscenza della lingua come strumento principale di integrazione per i cittadini immigrati.L’incontro, dal titolo “Passaporto per l’Italia: la lingua italiana per l’integrazione”, è organizzato in collaborazione con la Rete Scuolemigranti di Roma, la Caritas diocesana di Roma, il Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo, i Consiglieri aggiunti del Comune di Roma ed il Consorzio ITC - Interpreti e Traduttori.